Quando un professionista o una piccola impresa decide di farsi fare un sito, di solito riceve due o tre preventivi e sceglie quello più basso. Capisco la tentazione. Il problema è che il prezzo da solo non dice se il sito funzionerà, se resterà gestibile o se tra sei mesi dovrai rifarlo da zero.
Lavorando su progetti reali — da studi professionali come Studio Furnari a siti turistici come Cala del Sol — ho visto spesso la stessa dinamica: la differenza non è “agenzia contro freelance”, ma quanto chiaro è ciò che stai comprando. Ecco le cinque domande che consiglio di fare a chiunque proponga di realizzare il tuo sito.
Chi sviluppa davvero il sito — e chi lo mantiene?
Sembra banale, ma non lo è. In tanti casi parli con un commerciale, il progetto passa a un junior o a un fornitore esterno, e dopo il lancio non sai più a chi scrivere. Chiedi nome e cognome di chi scrive il codice, e cosa succede dopo la messa online.
Se la risposta è vaga (“c’è un team”, “vediamo dopo”), tieni gli occhi aperti. Un sito serio ha bisogno di qualcuno che resti disponibile per aggiornamenti, bug e piccole modifiche. Io lavoro in prima persona: ascolto, progetto, sviluppo e resto il punto di contatto anche dopo il lancio.
Cosa cercare: un referente chiaro prima e dopo il lancio, non solo in fase di vendita.
Il sito sarà su misura o basato su un template generico?
Un template acquistato e “adattato” può bastare in casi molto semplici. Per un’attività che vuole distinguersi e convertire visitatori in clienti, di solito non basta: layout uguali a quelli di altri, codice pesante, limiti quando crescono le esigenze.
Chiedi se il design e il codice nascono dal tuo brand e dai tuoi obiettivi, o se si parte da un tema già pronto. Su WordPress, per esempio, c’è differenza tra un tema sviluppato da zero e un template comprato al marketplace: velocità, sicurezza e controllo non sono la stessa cosa. Ne parlo più nel dettaglio nella guida sul sito WordPress su misura.
Cosa cercare: un progetto pensato per te, non un tema già visto su altri siti.
Cosa è incluso nel prezzo — e cosa no?
Un preventivo senza elenco chiaro è un rischio. Chiedi cosa comprende: pagine, design, form di contatto, SEO on-page di base, ottimizzazione mobile, messa online, formazione per aggiornare i contenuti, supporto post-lancio.
Chiedi anche cosa resta fuori: dominio, hosting, email, fotografie, testi, eventuali plugin a pagamento. Su questo punto sono diretto: meglio un preventivo trasparente “su misura” che una cifra bassa che poi cresce a ogni richiesta. Se vuoi orientarti sulle fasce di ingresso, leggi la guida su quanto costa un sito web.
Cosa cercare: un elenco scritto di cosa è dentro e cosa resta a carico tuo.
Come misuri se il sito funziona?
Un sito “bello” non è un obiettivo. Un sito che porta richieste, chiamate o prenotazioni sì. Chiedi come verrà strutturato il percorso dell’utente: dove sta la call to action, come sono organizzati i servizi, se i tempi di caricamento sono presi sul serio, se c’è attenzione a Google (title, description, struttura delle pagine).
Non serve un linguaggio tecnico: basta capire se la persona di fronte a te pensa in termini di risultati, o solo di “pagine da consegnare”. Nei miei progetti l’obiettivo è sempre lo stesso: un sito professionale che porti clienti reali, non solo un biglietto da visita online.
Cosa cercare: attenzione a conversioni, chiarezza e velocità — non solo all’estetica.
Posso vedere lavori reali — e parlare con chi li ha commissionati?
Il portfolio non è una gallery di mockup. Chiedi link a siti online, settore e problema risolto. Se puoi, chiedi anche un contatto di un cliente precedente. Se non ci sono progetti pubblicabili, chiedi almeno screenshot e una spiegazione concreta del lavoro fatto.
Nel mio caso i riferimenti pubblici includono Visita Medical, CivicOS, Cala del Sol e Studio Furnari. Non sono “case study inventati”: sono siti in produzione, con esigenze diverse e soluzioni diverse.
Come usare queste risposte
Non stai cercando la risposta “perfetta” a ogni domanda. Stai cercando chiarezza. Se qualcuno non sa spiegare chi lavora sul progetto, cosa include il prezzo o come pensa alla conversione, difficilmente sarà il partner giusto — anche se il preventivo sembra conveniente.
Scegliere chi ti realizza il sito web è una decisione di fiducia e di metodo. Fai queste cinque domande, confronta le risposte e valuta chi ti parla in modo concreto, senza giri di parole.